Joyce Andrade

Ci sono geometrie che non chiedono di essere comprese

Ci sono geometrie che non chiedono di essere comprese

Forse la parte più difficile non è cambiare vita, ma smettere di tradurre ciò che sentiamo in un linguaggio troppo piccolo per contenerci.

Ci sono giorni in cui mi sento più espansa e non provo più a spiegarmi troppo. Mi affido al mio percorso, al mio corpo, alla vita che mi sta attraversando. Per molto tempo mi sono identificata con il ruolo di madre, di moglie, di persona che deve tenere tutto insieme. Poi qualcosa si è rilassato.

Ho smesso di aspettarmi continuamente qualcosa da me stessa e ho semplicemente sentito il bisogno di prendermi cura della mia bambina interiore. La mia bambina non ha bisogno di diventare migliore. Ha bisogno di sentirsi al sicuro, abbracciata. Forse per anni ha vissuto in allerta e ora, lentamente, sta capendo che esiste una parte adulta che può proteggerla.

Sabato ho immerso la testa in acqua. Era una vita che non lo facevo davvero. Sentivo il blu ovunque, la luce, i colori. Era come se il mio corpo fosse più leggero, come se per un momento non dovessi controllare niente.

Questo weekend i colori erano vivi, intensi. Il blu del mare, il rosso delle case, la luce sulle pietre e sull’acqua. Sono stata a Rovinj e mi sono fermata a guardare le forme, le finestre, i riflessi, le persone che passavano. Per la prima volta da tanto tempo non sentivo il bisogno di rincorrere qualcosa. Mi sono fermata. E basta.

Quando finalmente mi fermo davanti alla bellezza, non la guardo soltanto. La lascio attraversarmi.

Forse la vita non mi sta chiedendo di avere tutto chiaro. Mi sta chiedendo di entrare nell’acqua, di provare, di sperimentare, di lasciare spazio anche alle cose che non hanno ancora una forma definita.

Ogni mio progetto, ogni idea, mi sembra un colore da dipingere. Forse un giorno tutte queste idee formeranno qualcosa di più grande, ma adesso sono piccole onde e sto imparando ad amarle anche così.

Forse non ho più bisogno di tradurre tutto. Posso lasciare che questa geometria si espanda da sola, che trovi il suo ritmo, la sua armonia, la sua forma viva.

grazie

Joyce

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